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Festival delle Resistenze Contemporanee: grandi eventi al tendone di piazza Matteotti al Teatro Cristallo

Gli Incredibili. Sabato 23 pomeriggio è stato finalmente alzato il velo sul progetto "Gli Incredibili", ideato da Silva Rotelli - cooperativa Piano B e sostenuto dalle quattro associazioni che fanno parte di Rete Economia-Wirtschaftsnetz: Cna-Shv, Confesercenti, Confcooperative e Legacoopbund. Lo scrigno concepito dalla giovane psicologa e fotografa contiene le schede di 41 piccole imprese, società e cooperative che sono riuscite a realizzare un sogno: fare della loro passione un lavoro. E soprattutto, in sintonia con il Festival, riuscire a resistere…

Dopo i saluti di Elena Bonaldi, presidentessa del centro commerciale naturale Four You, sul palco sono saliti i presidenti delle quattro associazioni – Claudio Corrarati, Federico Tibaldo, Claude Rotelli e Heini Grandi – che hanno spiegato il perché di questo nome al progetto: “Incredibili – hanno detto all’unisono – sono quelle persone che ogni mattina alzano la saracinesca e sanno che dovranno lottare contro tante cose: la burocrazia, l’accesso al credito, la grande distribuzione. Persone che ogni giorno resistono, che tengono in vita i quartieri e sono l’esempio vivente e tangibile che tutti che ce la possono fare”. Dopo la lettura di alcuni brani tratti dal libro “Con il fuoco nel cuore” scritto dallo storico commerciante di via Torino Carlo Zanella, recentemente scomparso, il giornalista e moderatore Felice Espro ha presentato tutti i 41 (che in realtà sono 65 perché alcune imprese sono il frutto di sinergie) “Incredibili”: questo l’elenco completo.

Argentieri Officina (Bruno Cumerlotti, Marco Antinarella), Rete Donne-Lavoro Coop Jona (Ana Agolli), Bad Wood Design (Alessandro Gasparini, Gabriel Zennaro), Bidonzolo - Mamme di Bolzano e dintorni (Benedetta Consorti, Luana Di Maio, Romina Luppi), Blufink (Katharina Erlacher, Katherina Longariva), Coop 19-Artoteca (Valentina Cramerotti), Coop sociale Manu (Monika Brugger, Reinhold Pitschl), Coop sociale Metaziel - White Bar 42 (Raffaella Ratti, Marisa Turrina, Nadia Rampazzo), Datatellers (Carlo Valletti, Riccardo Valletti, Beatrice Staltari), Arnold Mario Dall’O, Ethical software (Ivan Ceradini, Gianpaolo Giangrande), Ethos Promotion (Sandro Innocenti), Fiesta (Mesmaide Rodriguez), Fublab (Michele Cagol), Glass Art Affair (Ester Brunini), Jemm Music Project (Emanuel Valentin, Max Castlunger, Marco Stagni, Matteo Cuzzolin, Jack Alemanno), La piadineria romagnola (Stefano Appoloni, Lara Primon), La tana del libro (Giampietro Crespiatico), Mediaart (Martina Kreuzer, Traudi Messini), Magi Euregio (Silvia Tezzele, Martina Müller), Medical Center (Ivan Pierotti), Messner Architects (David Messner, Verena Messner, Franz Messner), Moujo (Sidi Diallo, Gabriele Bertagnolli), Passamano (Alessandro Borzaga), Pizzeria da Chenxi (Chen Chenxi), Poetically Correct Editions (Benno Simma), Portico 107 (Rachele Scalise), Protect Italia (Rudi Foini), Renergize (Marco Petrelli), Salone New Style (Jin Xu), Servizio psichiatrico Bolzano - Sport City (Andreas Conca, Massimo Moretti), Società cooperativa Dirò (Bruno Pedri, Enrico Pedri),

Arte Viva (Mauro Astolfi, Sara Zanol), Fazzi Industries (Luca Fazzi), Studio Creating (Stefano Nervo), Tagesvater (Giacomo Matteotti), Vetroricerca (Alessandro Cuccato), Vis a vis (Lisa Toselli Bonaldi), Weight Station (Claudia Corrent, Valentina Cramerotti, Massimiliano Gianotti, Katharina Kolakowski, Laura Marongiu, Roberta Pedrini, Sara Sciortino), Zelig Scuola (Heidi Gronauer).

Canti della Resistenza. La pioggia e l’umidità non hanno impedito che il tendone di piazza Matteotti si riempisse per ascoltare il concerto “Canti della resistenza” con tre artisti d’eccezione: la cantante Lucilla Galeazzi, il chitarrista Angelo Colone e il violinista Marco Quaranta. Il progetto “Energia per la memoria”, offerto dal main sponsor del Festival Enel Energia, è stato un momento di grande musica ma anche di partecipazione: quando sono risuonate le strofe di “Bella Ciao” infatti, il pubblico ha risposto cantando assieme agli artisti e creando un momento di grande intensità emotiva. In precedenza i tre artisti avevano sostenuto una prova aperta al pubblico presso il Punto Enel di via Alto Adige, corredata dalle vignette a tema di Monica Diari.

Riccardo Iacona. Migrazioni: condivisione di territori. La prima giornata di Festival si è chiusa con l’attesissimo incontro con il giornalista e conduttore televisivo (Presadiretta, Rai3) Riccardo Iacona, che in un teatro Cristallo pressoché esaurito ha affrontato uno dei temi di massima attualità: i migranti. Nella prima parte della serata Iacona ha spiegato come i flussi migratori siano un fenomeno che caratterizza da secoli il nostro mondo, fin dalle invasioni barbariche per arrivare al recente passato da emigrante degli italiani, per poi analizzare la situazione attuale. “In un’Europa alle prese con un importante calo demografico – ha detto Iacona – queste persone sono un’occasione per riempire gli ampi spazi vuoti del nostro continente. E dobbiamo considerarle non come una disgrazia bensì come una ricchezza”.

A chi, come al vicino Brennero, vuole erigere nuovi muri, Iacona risponde che “costruire muri in zone di confine, in terre che hanno visto operare Alex Langer, significherebbe il fallimento dell’Europa. La comunità europea si basa sue due cardini: l’euro e la libera circolazione. Se togliamo la libertà di movimento ecco che viene a cadere il concetto di Europa, e d’altronde lo stesso accordo che la UE ha fatto con la Turchia è già un primo fallimento delle politiche comunitarie”. A chi definisce questi arrivi come invasioni, Iacona ribatte che “parliamo di cifre irrisorie rispetto alle grandi migrazioni storiche, e chi mette in circolazione cifre false vuole solo lucrare consensi elettorali. Cos’è uno 0,5% di rifugiati rispetto alla popolazione totale dell’Italia? In Libano, solo per fare un esempio, i rifugiati sono il 10 per cento. Questa situazione rappresenta una sorta di esame per l’Europa, che deve riuscire a trovare una linea politica comune nella consapevolezza che non si può tornare indietro ma bisogna affrontare la realtà”.